Melatonina, adattogeni e prodotti per il riposo
Difficoltà ad addormentarti, risvegli notturni o tensione accumulata: soluzioni diverse per esigenze diverse.
Chi fatica ad addormentarsi ha esigenze diverse da chi si sveglia nel cuore della notte: la melatonina agisce sulla fase di addormentamento, non sul mantenimento del sonno. Spesso, poi, dietro un riposo fragile c’è uno stress prolungato, che si manifesta con segnali precisi: rigidità a testa e spalle, nodi allo stomaco, irritabilità. Magnesio e piante adattogene offrono un supporto reale, a patto che il livello di affaticamento resti entro una soglia gestibile.
Cosa trovi da noi
- Melatonina a rilascio modulato: formulazioni immediate per addormentarsi prima o prolungate contro i risvegli notturni.
- Fitoterapia per il rilassamento: valeriana, passiflora, escolzia e melissa per favorire il riposo e allentare la tensione.
- Magnesio e triptofano: complessi per sostenere il sistema nervoso e la naturale sintesi della serotonina.
- Adattogeni vegetali: rodiola e ashwagandha per sostenere la resistenza dell’organismo agli stressor.
- Supporti per ritmi alterati: prodotti per la gestione del jet lag e dei cambi di ritmo del lavoro a turni.
Il consiglio del farmacista
La melatonina va assunta 30-60 minuti prima di coricarti, a luci basse e a orario costante: prenderla già a letto con lo smartphone acceso ne vanifica quasi del tutto l’effetto, perché la luce blu ne contrasta l’azione. In presenza di attacchi di panico, ansia che limita la quotidianità o umore basso da settimane, invece, gli integratori non sono la risposta: il primo passo è parlarne con il tuo medico.
Domande frequenti
Quanta melatonina prendere?
Il dosaggio di 1 mg è quello ufficialmente riconosciuto per ridurre il tempo necessario a prendere sonno. Assumere dosi più elevate non ne aumenta proporzionalmente l'efficacia: la regola migliore è iniziare sempre dal dosaggio minimo.
Soffro di insonnia da mesi: cosa posso fare?
Quando la difficoltà a dormire persiste da più di tre mesi si parla di insonnia cronica. In questi casi è fondamentale consultare il medico per analizzare le cause sottostanti e rivedere l'igiene del sonno: gli integratori possono accompagnare il percorso, ma non rappresentano da soli una risposta risolutiva.
L'ashwagandha ha delle controindicazioni?
Sì. Ne è sconsigliato l'uso in gravidanza e durante l'allattamento, e richiede cautela in presenza di patologie tiroidee o patologie autoimmuni. Non si tratta di una pianta adatta indistintamente a chiunque.
